Taron e la pentola magica



Anche se lo ripudiavo in tenera età, sono riuscita ad apprezzarlo in tempi successivi, e ne parlo perchè è uno dei pochi cartoni Disney in cui non compaiono principesse sceme inutili che non sanno fare niente o che stanno a casa a mettere apposto e a cantare con gli uccellini, oppure streghe cattive un pò affascinanti, o simpatiche canzoncine da imparare. No, qui è c'è con un esercito dei morti cazzuto. Ci sono i mostri deformi e i cattivi proprio cattivi.
La storia è un pò (tanto) fantasy, genere che non amo particolarmente, ma in questo caso si; c'è un cattivissimo Re Cornelius che vuole impossessarsi di questa fantomatica pentola magica per dominare così il mondo intero. Dall'altra parte c'è l'ignaro Taron, un pò sfigato, che fa il guardiano di maiali, soprattutto a una maialina che si chiama  Hewi, che è magica poichè rispondere a qualunque domanda semplicemente sfiorando l'acqua di un catino, grazie alle visioni che genera. (ed è già inquietante abbastanza, un maiale che va in trance). Vabbè, la storia è che gli scagnozzi di Cornelius rapiscono il maiale e anche qualche amico di Taron, e lui insieme alla sua amica vanno alla ricerca dei prigionieri, un viaggio pieno di insidie e imprevisti con esseri deformi, buffi folletti e streghe malefiche.  Ma la cosa che piu mi spaventava era quando il re inizia un rito magico che gli deve conferire un' armata invincibile in grado di conquistare qualunque paese. Lo spettacolo è orrendo, un enorme numero di scheletri e cadaveri si alza e marcia verso il re-mostro per poi, ad un suo ordine, partire alla conquista del mondo. Ecco, ditemi voi a 4, 5 anni come si può ritenere piacevole una cosa simile.
Comunque, questo non è un titolo che si sente tanto nominare se si pensa alla Disney; infatti fu un flop pazzesco. Eppure, nell'85, la Disney presentò al mondo Taron e la pentola magica come il risultato di lavoro di un decenno intero, per cercare di recuperare il pubblico, tentando nuove strade, appunto quella del fantasy classico. Il pubblico rimase alquanto perplesso per la freddezza del cartone, senza emozioni scaturite da sentimenti d'amore o personaggi piacevoli e simpatici come era solito sfornare la disney; e poi, cosa che a me piace molto, c'è la totale assenza di musica e canzoncine, se non di semplice accompagnamento. Eppure, è stato costoso realizzarlo, per quegli anni usare un suono dolby stereo e la tecnologia al laser per gli effetti speciali erano tecniche avanzatissime.
Però, lo ricorderò sempre con amore, anche se mi faceva sognare le cose brutte.