


| L'uomo dagli occhi a raggi x

Non avevo soldi per gli effetti speciali. Per creare la vista a raggi X
attraverso gli edifici decisi di riprendere un palazzo in costruzione
in fasi diverse e di mostrare poi le immagini montate in ordine inverso.
(Roger Corman)
Il titolo originale è semplicemente "X" ed è, secondo me, il miglior
film che Corman e la sua combriccola abbia mai realizzato, un pò per il
misero budget a disposizione (ma questa per lui è semplicemente
retorica), un pò perchè ha tentato di imboccare altre vie dal genere
fantascientifico, nel periodo del loro successo legato a ufo, astronavi
e invasioni aliene. I soldi che aveva a disposizione per questo film li
ha spesi quasi tutti per pagare Ray Milland, che in questo caso ci
regala un'interpretazione stupendamente sopraffina. A me i film così
esaltano sempre troppo, sarà che ho lo sperimentale nel sangue, sarà
che questi esperimenti mi affascinano terribilmente, sarà che Corman è
il mio regista preferito.
Nella pellicola troviamo il Dottor Xavier, un uomo famoso nel suo
campo, cioè l'oculistica e la fisica. Sperimentando sperimentando
scopre un siero che una volta iniettato permette la visione attraverso
le cose. E' proprio una visione a raggi x: a seconda di quanto siero
viene in contatto con la retina, la visione diventa sempre piu potente,
fino all'ultravioletto.
Ma non è immediata la cosa. C'è proprio la scoperta che avviene piano
piano durante il film, ed è terribilmente affascinante. I suoi
esperimenti, gli appunti che prende registrandosi, aaah! Anche io
voglio fare queste cose!
Ovviamente, lo sperimenta su se stesso. E' una scoperta così
sensazionale che non può rivelarla a tutti, e lo farà solo con un suo
collega, che spaventato dalla potenza della scoperta, lo vuole
distogliere da queste follie, ma lui no, non può lasciarsi perdere
questa occasione.
Si vede Xavier all'inizio tutto contento e affascinato del potere che
ha, ma solo fino a quando la visione arriva ad andare oltre i vestiti.
Poi succede che uccide il suo collega, il Dottor Brant, e per non farsi
trovare dalla polizia fugge e si rifugia in un luna park d'altri tempi,
in cui sotto nome falso, allestisce una specie di studio privato dove
usa il suo potere per leggere le menti...ma in realtà siccome può
vedere oltre i vestiti, adesso è arrivato a vedere anche sotto la
pelle, e così usa il suo potere per aiutare le persone affette da
tumori, mali invisibili alla scienza di quei tempi, guardandole con la
sua vista a raggi X sempre più sviluppata. Gli avvenimenti cominciano
però a precipitare: Xavier comincia ad essere perseguitato non solo
dalla legge ma soprattutto dalla sua stessa scoperta; il suo siero
comincia ad avere effetti incontrollabili, andrebbe studiato ma non ce
né il tempo nè i mezzi, gli occhiali che gli permettevano una vista
normale sono perduti. Infatti, è costretto a indossare un paio di
occhiali da sole molto scuri, perchè sennò il sole gli può bruciare gli
occhi. Il siero comincia a mostrare sempre più un mondo astratto ed
angosciante, la mente del dottore è sottoposta a terribili stress
causati dal mondo irreale che vede. Adoro questi scienziati che
sperimentano su se stessi, immolandosi per la scienza, un pò come
quello di The Fly.
Ma questo filmino di Corman, questo b-movie fantastico, ha un messaggio
inquietante dentro di se: cosa c'è oltre la visione di un decimo dello
spettro della luce? Cosa significherebbe vedere l’intero spettro? La
risposta non è certo delle più rassicuranti. Ma la verità è ancora
oscura. La curiosità dello scienziato è all’inizio soddisfatta nella
buffa scena del party, dove il dottore vede attraverso i vestiti degli
invitati. (ma soprattutto delle invitate). Ma presto la personalità di
Xavier viene sopraffatta da incontrollabili attacchi di paranoia e
follia. L’uomo non è pronto a sopportare un mondo spaventoso, fatto
perlopiù di scheletri, di palazzi sventrati, di un sole mortale. Il
siero ha un effetto rigenerativo: più lo si usa più si ha la
possibilità di vedere oltre, di vedere attraverso tutto ciò che ci
circonda, senza più limiti tangibili. Di vedere ciò che l’uomo non
dovrebbe mai vedere e mai sapere: il centro dell’universo. Corman
riesce a scandire davvero magistralmente i tempi nella sceneggiatura e
nel montaggio; la vicenda ha ritmo, ed il susseguirsi di eventi e di
climax fanno di questo film a basso costo uno dei più mozzafiato della
sconfinata filmografia cormaniana. Gli effetti speciali, sono
strepitosi.....come i miei lettori sanno, adoro gli effetti speciali di
un tempo, quelli artigianali del buon Mario Bava (capo indiscusso in
questo ambito), e qui si sprecano. Le visioni sconvolgenti dello
scienziato sono state realizzate con filtri colorati ed effetti ottici
sulla pellicola, e funzionano a meraviglia. La fine poi è fatta
magistralmente. Il mondo si trasforma in uno spettro visivo fatto di
visioni sempre più incredibili e allucinate,che sfidano la ragione.
Disperato, Xavier capita nel bel mezzo di una congrega religiosa, dove
gli viene detta una frase della bibbia:
"se il tuo occhio e' fonte di male,cavalo".
Con la mente stravolta,lo scienziato si strappa gli occhi pur di non vedere più l'assurdo universo che gli si para di fronte.
E ci rimani malissimo.
Però dicesi che esisterebbe una scena finale in cui il dottor Xavier
urla "posso ancora vedere!" tagliata dalla censura. Non esistono
conferme in questo senso, però il film termina in maniera improvvisa
con il dottor Xavier che sembra essere sul punto di dire qualcosa.
Dr. Xavier: "Siamo ciechi a tutto tranne un decimo dell’universo.
Dr. Brand: Mio caro amico, solo gli dei vedono tutto.
Dr. Xavier: Mio caro dottore, io mi sto avvicinando agli dei!"
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