Haxan


Haxan vi narrerà dell'inquisizione, delle streghe e dei diavoli, dei santi e delle torture.
Un lavoro stupefacente, creato da Christensen nel lontano 1922 in Svezia. Sembra un magnifico sogno weird, in un bianco e nero struggente, stupendo, muto.
Haxan è mezzo documentario e mezza storia; inizia con immagini che si susseguono, antiche incisioni, simbologie, per far capire allo spettatore come i demoni siano sempre stati in mezzo a noi, a partire dal tempo lontano della Persia. E' la prima di sette parti,  numero forse scelto non a caso, data la sua misticità.
Queste altre sette parti sono storie, alcune legate da un filo conduttore, altre no, improntate sulla storia della stregoneria. Ci catapulteremo in questo mondo oscuro popolato da scenografie, costumi tetri, e humor a dir poco nero.
E vi dirò di più. Burroughs ne ha preso parte, riesumandolo per riproporlo in una nuova edizione in cui compare la sua voce narrante, immagini orrorifiche mescolate alla fantasia, lussuria, torture, sabba, cannibalismo, demoni, cavalli scheletrici, visioni e surrealismo a go go. Veramente fico.
Interessantissima la parte finale, in cui il regista si sposta temporalmente ai giorni suoi, negli anni venti, proponendoci il caso clinico di una vedova di guerra, piromane e cleptomane, e paragona il comportamento isterico dei cosiddetti "marchi della strega" (le zone della pelle rese insensibili dal Diavolo), il volo con le scope e quello dell'aereo, turtura e cure mediche drastiche.
Il diavolo qui è comparato allo psicologo,  anche se poi si scopre che è soltanto lui che può aiutare questa donna, e lo trovo geniale.
Se cercate la linearità e la razionalità, non guardate Haxan: è un'allucinazione perversa, onirica e spaventevole, visionaria, il passare del tempo ha soltanto accentuato la spettacolarità delle atmosfere cinematografiche di quegli anni, un bianco e nero mai piatto che vi stupirà.
Girano parecchi aneddoti su questo film e sulla sua realizzazione, per esempio, per far volare le streghe sopra i tetti delle case, il regista e il suo amico ripresero una cittadina costruita in miniatura (ogni casa era alta 2 metri circa), montata su un tavolo rotondo girevole che per girarlo ci volevano venti persone. Furono poi filmati gli attori sulle scope davanti ad uno sfondo nero, e per far sì che i costumi svolazzassero al vento, usò un motore d'aereoplano. Furono riprese 75 streghe, ognuna singolarmente, e fu creata  una stampa ottica speciale per mettere insieme i girati (di streghe ne appaiono solo tre o quattro alla volta). La decisione di creare un modellino della città fu presa dopo che fallirono i test per girare la scena utilizzando un treno in corsa, dal momento che era impossibile evitare di riprendere pali del telefono e cavi di ogni sorta. Il materiale di test esiste ed è stato sovrapposto alla ripresa di Christensen seduto su una sedia, mentre recita il ruolo di una strega.
Questo film è ritenuto un vero e proprio capolavoro, difatti la Haxan Films, la casa di produzione del film "the Blair witch project", prende il nome da questo film.

Altri aneddoti:
  • Benché fosse finanziato da investitori Svedesi, il fu interamente filmato in Danimarca.
  • Dal momento che il regista pensava che le performances degli attori potesse essere positivamente influenzata da un'atmosfera tetra e minacciosa, la maggior parte del film fu filmato di notte, cosa alquanto strana per i tempi.
  • Questo fu il film Svedese più costoso mai girato fino al '22.
  • Maren Pedersen, che nel film ha il ruolo della vecchia strega accusata, fu scoperta dal regista mentre venedeva fiori. La donna sosteneva di essere stata la prima crocerossina danese.
  • Per ottenere dei "cieli drammatici", il regista mandò un cameraman in Norvegia a riprendere dei panorami nuvolosi.
  • Oltre ad interpretare il Diavolo, il regista Christensen appare brevemente anche nei panni di Cristo. Compare pure come se stesso nella primissima ripresa del film.
  • A causa del particolare tipo di emulsione utilizzato per sviluppare la pellicola, il blu negli occhi degli attori che avevano l'iride azzurra non venne reso, così che gli occhi di questi hanno assunto un aspetto innaturale.